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La forza del passaparola

Aggiornamento: 7 feb 2022


La pubblicità vende meriti dei prodotti prima ancora di averli conquistati.

Non è una regola generale, ma chi investe in pubblicità ha ovviamente tutto l’interesse a far apparire un prodotto migliore di quanto sia o, per lo meno, a metterne in risalto i soli punti di forza. Uno degli strumenti più recenti per diffondere un prodotto è il ricorso ai cosiddetti ambassadors che si inseriscono in quella che possiamo definire catena del non valore, ovvero quelle attività che intervengono nell’ambito di commercializzazione di un prodotto determinandone di fatto un aumento del prezzo per il consumatore finale, senza incrementarne il valore. Nulla di male in tutto questo. Da sempre nella determinazione del prezzo finale di un prodotto figurano i costi per la pubblicità. Ma soffermiamoci sui prodotti artigianali.

E’ comprensibile come un prodotto che abbia un prezzo concorrenziale avrà una qualità tanto più discutibile quanto maggiori sono i costi per la pubblicità: se nel prezzo concorrenziale dobbiamo farci stare il margine (cioè il guadagno del produttore), la pubblicità e quindi gli intermediari, la materia prima e le lavorazioni, appare evidente che su qualcosa bisogna “risparmiare” in fase di produzione. In genere si risparmia sulla qualità della materia prima o su lavorazioni “meno artigianali” o sulla dignità dei lavoratori.


Con questa riflessione voglio semplicemente rispondere alle tante meravigliose ragazze che mi contattano per diventare ambassadors dei prodotti Grabko e che, sistematicamente si trovano di fronte a un no. A queste ragazze, che ringrazio dal profondo del cuore per aver pensato di aiutarmi a diffondere i miei prodotti, devo rispondere che nella mia cortissima catena del valore e, cioè, in tutto l’iter che porta la materia prima a trasformarsi e a finire addosso alle mie clienti, non c’è alcun margine per le attività pubblicitarie. Ho deciso dal primo giorno - e ancora non ho cambiato idea – che non avrei mai risparmiato sulla qualità dei materiali, né tantomeno avrei svenduto la mia manualità ad una catena di produzione. Volendo rendere accessibili i miei prodotti non posso che affidarmi alla più antica ed economica forma di pubblicità, il passaparola.

Lo so bene che il passaparola ha i suoi tempi, ma so anche che non potrei gestire un numero molto elevato di ordini con le sole mie mani.

Quindi sorrido di felicità ad ogni vostro feedback (per me vale più del guadagno) e so che il vostro giudizio pulito e disinteressato sarà la migliore pubblicità sulla quale io possa investire.

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